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domenica 16 gennaio 2011

No al nucleare dentro i poligoni

Servitù Militari
Nuovo confronto

<< No al nucleare dentro i poligoni>>

Cossiga: mai usate in Sardegna  armi all’uranio impoverito.

Questo il titolo in seconda pagina de: L’Unione Sarda, oggi, martedì 26 Gennaio 2010, a firma di Paolo Carta, che riportando le parole del Sottosegretario alla Difesa, così esordisce: <<Nei poligoni sardi non sono mai state usate armi all’urano impoverito. Posso escludere che le aree militari saranno utilizzate per costruire centrali nucleari.>>

Un assurdo scarica barile

Questo è il titolo del mio articolo conseguente alla pubblicazione odierna sulle pagine del maggior quotidiano isolano. Infatti, per assurdo, nonostante gli articoli già pubblicati ufficialmente ancora di recente sui giornali nazionali, ed a caratteri cubitali sui nostrani, dove lo stesso Ministro per la Difesa , La Russa, ha reso in maniera inconfutabile e totalmente incontrovertibile, continua l’alienante saga infinita delle menzogne, o per essere più precisi, l’incredibile presa per i fondelli, perpetrata ignobilmente dal Sottosegretario Cossiga.
E’ veramente incomprensibile il suo atteggiamento e tanto meno accettabile il discorso che porta avanti a discapito di una vera e reale informazione, la stessa che, invece, dovrebbe essere fornita a proposito, alla luce di quanto è stato scritto recentemente a seguito di quanto detto dal Ministro La Russa.
Negare l’evidenza dei fatti, così come si sta facendo, non è certo onorabile e tanto meno accettabile.
L’obbrobriosa polemica che nega quanto è stato accertato e discusso in questi ultimi mesi, è quantomeno incredibile ed ignominioso. Infatti, andiamo a vedere quanto riguarda, invece, l’estensione dei poligoni:
  • Salto di Quirra - Perdas de Fogu, con 13 mila ettari.
  • Capo Teulada, con 7200 ettari.
  • Capo Frasca, con 2000 ettari.
  • I militari impiegati in Sardegna nei poligoni sperimentali di armi non convenzionali, tra  Esercito, Marina ed Aeronautica, sono  10 mila circa.
  • 35 mila ettari, sono lo spazio sottratto ai Sardi dalle Servitù Militari operanti tra Poligoni, Caserme, Aeroporti, Magazzini, ospedali, Alloggi, Depositi di Carburante.
  • 70 i Paesi Sardi con presenze Militari.
È forse credibile che tutto questo non serva a niente, e che i dati riportati in grassetto siano solo ed esclusivamente numeri che riempiono l’intera pagina del giornale? In tal caso, a quale scopo, dato che si sta sprecando, evidentemente, tempo, danaro, e tanto peggio, si sta alienando le menti con informazioni tanto confusionarie?
Confusionarie sì, da quanto si evince dalle risposte velate da uno strano sorriso, portate dal sottosegretario Cossiga che nega in maniera spudorata l’estensione reale delle aree impiegate dai militari in servizio attivo all’interno dei poligoni che sarebbero, attualmente, solo un chilometro e mezzo. Tutto questo in presenza di alcuni Sindaci, unici accettati alla discussione tenutasi  nella bella cornice dell’elegante sala ristorante del Campo ostacoli Gen. Rossi di Cagliari, dal quale sono stati esclusi i rappresentanti delle Associazioni ambientaliste.

Caso Uranio.
Sul caso uranio, Cossiga ha tranquillizzato i sindaci preoccupati dalla possibile contaminazione dei poligoni dall’uranio impoverito. << Non è mai stato utilizzato in Sardegna, semmai il pericolo sono quelle nanoparticelle di metalli pesanti causate dal contatto a certe velocità tra proiettili e metalli rilasciate nell’ambiente.>>

Dati incongruenti
Per la dott.ssa. Maria Antonietta Gatti, consulente modenese della commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, quelle nanoparticelle per dimensioni e forme così particolari possono essere prodotte solo dall’utilizzo di proiettili arricchiti con sostanze radioattive, e ne sono state trovate in Sardegna anche a Baunei, oltre che negli organi dei malati civili e militari residenti, o al lavoro nei pressi delle basi militari. Ma evidentemente era un argomento troppo tecnico per una riunione con sindaci come quella di ieri.
I controlli.
Il sottosegretario ha assicurato che non si lesineranno spese per il monitoraggio ambientale,indagini epidemiologiche sul numero dei tumori, studi approfonditi. <<Non siamo criminali…..>>

Concludendo.
Belle parole quelle spese dal Sig. Sottosegretario ma i dati di fatto, quelli già apportati dalla Dott.ssa Gatti affermano l’esatto contrario.
Insomma, potremo mai fidarci dell’una o dell’altra versione raccontataci così, ancor una volta? Credo assolutamente di no. Pertanto, diffidando come sempre.
Alla luce dei fatti reali, quelli attuali, non dovremo prestar fede alle panzane che ci vengono raccontate tanto gratuitamente,  Voi cosa ne pensate?

Pier Paolo Saba
 Olbia 26/1/2010

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