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domenica 16 gennaio 2011

“Sindrome di Quirra” e Scie chimiche. Estratto compendiato sull’attività del Convegno

Estratto compendiato sull’attività del Convegno
svoltosi Domenica 24 Agosto 2008 a San Vito, (Muravera  -CA-).

Oggetto: “Sindrome di Quirra” e Scie chimiche.

Come da programma, il Convegno dibattito organizzato dall’Associazione Orrea in collaborazione con altre svoltosi in San Vito, si è aperto con la presentazione di un filmato dal titolo: -Oltre il giardino- “La sindrome di Quirra”,  un “documentario” filmato durato oltre un ora nel quale si sono denunciate le attività militari che, usando armi convenzionali e non, hanno provocato lo scatenamento di forme tumorali gravissime oramai irreversibili… Mortali, con l’uso di proiettili all’uranio impoverito, in una buona parte del personale civile e militare che opera all’interno della Base Militare di Quirra.

Sunto del filmato:

Zurigo (Svizzera): Oerlikon Contraves, sede degli archivi dove vengono custoditi i dossier (materiale informativo sull’uranio impoverito e non solo) sostanze usate nelle operazioni militari a scopo bellico.  Per la prima volta vengono alla luce datti scioccanti che rivelano il divieto di usare armi non convenzionali…. Mentre, al contrario…... Il caso finisce innanzi al Parlamento Europeo.
Villaputzu -CA- Giugno 2001. Un ricercatore del CNR, raccoglie dei bio indicatori, delle lumachine, muschi, licheni ed altro materiale che portò a Roma per essere analizzati. Lo scioccante risultato fu l’aver riscontrato una forte presenza di Cesio, elemento concentrato nella zona di Quirra, il quale si presta come causa scatenante di varie forme tumorali tra gli abitanti della zona.  Frazione con circa 120 abitanti dei quali oltre il 10% erano stati colpiti da malattie tumorali (Notizie tratte da un indagine condotta da Giancarlo Bulla, cronista de: La Nuova Sardegna.) che dimostra la stretta relazione tra gli ammalati della frazione ed i militari, colpiti dagli stessi mali.  Mali registrati in Irak, e ovunque vengano usate armi all’uranio impoverito.
La Regione Sardegna è quella dove si registra la presenza maggiore di presenze militari, la più massiccia del Governo Italiano dislocati a Est, Ovest, Nord e Sud della nostra isola e, dove il salto di Quirra  e San Lorenzo  racchiudono l’area maggiormente (circa 120 km quadrati denominato poligono a terra) interessata dalle operazioni sperimentali dall’Interfoce militare. Lo dice Gianni Aramu, dell’ Ufficio Servitù Militari di Cagliari.

Il documentario filmato prosegue con l’intervento di Mario Camboni. Capo ufficio operazioni poligono che descrive la struttura e l’organizzazione del poligono, compiti, attività e servizi offerti.  Il poligono a mare comprende il distaccamento di San Lorenzo, un area di circa 11 Km quadrati lungo l’omonima baia. Camboni prosegue insistendo sull’ utilizzo di armamento convenzionale che descrive al 95% inerte.
 Riprende e continua Gianni Aramu, sul processo sgomberi sia a terra che a mare durate le operazioni di addestramento che si svolgono in un area addirittura maggiore della stessa isola di Sardegna, dove eventuali bagnanti e pescatori vengono allontanati.

 L’area interessata “a terra” normalmente è utilizzata dai civili, per la maggior parte pastori, che portano le greggi al pascolo fuori dall’area militare recintata. Da loro si sento raccontare delle storie allucinanti, come di missili caduti in area non protetta, Uno di questi cadde sulla vigna subito dopo che il padrone della stessa era appena andato via…
… E se fosse rimasto ancora un po’ ?
Intanto le esercitazioni proseguono a tutte le ore, giorno e notte.

Lo staff della TV Svizzera, intanto,  prosegue l’inchiesta e chiede ai pastori informazioni sulle malattie ….  A questo punto tentennano ed accennano vagamente a casi di cancro e leucemie …. Casi di cui si parla velatamente in paese e che loro riportano a mala voglia… dal momento che convivono coi militari… evidentemente hanno paura. D’altronde gli sono state sequestrate le terre e sono costretti a pagare l’affitto alle Autorità Militari…. Possono forse opporsi o raccontare  eventi occorsigli?  Certamente no… e se ne guardano bene.

Tutte le attività militari sono Top Secret e nascondono le peggiori “Magagne”industriali che vengono stabilite coi militari che certamente poco si interessano delle ricadute ambientali procurate dalle loro attività. Sino agli anni ottanta non esistevano regole racconta ancora Aramu nel suo ufficio presso il Consiglio Regionale sito in Cagliari, pertanto, lo Stato  poteva organizzarsi come meglio credeva,  senza sentire il parere della gente del territorio. Con la legge 898 che regolamenta le attività civili e militari, gli interessati del comitato paritetico per le servitù militari, si riunisce quattro volte all’anno per stabilire eventuali aree da utilizzare ulteriormente dalle servitù militari, sia per quanto riguarda il comportamento dei civili, insomma, per discutere sulle esercitazioni fatte e da farsi nei poligoni, sia per eventuali rinnovi che verranno proposti alla Sede della Regione Sardegna.

Intanto, curiosamente, i documenti in tema non sono consultabili dal pubblico..
All’ anima della trasparenza e dell’informazione dovuta.   Tutto Top Secret…

Viene intervistato il Comandante del poligono Salto di Quirra, Fabio Molteni, il quale in modo confusionario e contradditorio, prima afferma, poi nega l’uso di determinate armi micidiali come lo SKYGUARD, un missile della Contraves , che dal 1956 fa bella mostra all’ingresso della base e viene utilizzato regolarmente, nonostante tutto, lui, il comandante, si presenta reticente alla richiesta di conferma sull’uso di tale arma prodotta dalla Contraves, azienda che viene acquisita poi, dai tedeschi.
Intanto la troupe di ripresa al seguito dei giornalisti Zurighesi si sofferma a Villaputzu, dove dirimpetto al cancello delle scuole proseguono l’intervista  ad alcuni parenti delle vittime della Sindrome di Quirra.
 Non tutti sono d’accordo nel lasciarsi intervistare, ed uno in particolare reagisce persino, in maniera brusca e minacciosa.
L’intervista prosegue col Signor Giancarlo Bulla, insegnante della Scuola Elementare e cronista della Nuova Sardegna, come già detto.
 Il maestro Bulla ha reso un servizio encomiabile dal momento che ha coinvolto i suoi allievi nella composizione di un tema svolto in due tre paginette. Al seguito di questo alcune famiglie colpite dal terribile morbo… prendendo il coraggio a due mani, hanno contattato il Signor Bulla ed hanno raccontato spontaneamente la terribile tragedia che li aveva investiti; così si rese conto che queste morti assurde che colpendo il sistema emolinfatico, non gravava solo su Villaputzu, bensì su tutti i centri che gravitano intorno al poligono di Perdasdefogu.

Nascono così una serie di comitati che iniziano a battersi perché venga fatta luce su questi fatti. Tra gli altri, il Comitato Ambientalista, con le Signore Anna De Vita e la Signora Bonaria Farci, che hanno realizzato un censimento sui malati della zona,  ha avuto spazio nella palestra della stessa scuola dove sono intervenuti numerosissimi… cittadini, sindaci e studiosi come l’Oncologo Antonio Pili, (ex Sindaco di Villaputzu) che ha seguito con passione numerosissimi ammalati terminali della sua zona e dei paesi limitrofi, insomma, gente del Sarrabus Gerrei.

Mentre la gente che vive nei territori interessati dalla Base Interforce continuano ad ammalarsi e morire di tumore, il Comandante Molteni, imperterrito, continua a negare l’uso di armi cariche di uranio impoverito. Intanto, nel momento che molte famiglie di ufficiali, sott’ufficiali e militari, sposati, vivono all’interno della base, il Comandante Molteni abita a Roma… quindi lontano dalle possibili radiazioni rilasciate dalle armi da guerra, simulata o meno, ma carichi di veleni letali.

Lo conferma un sottufficiale dell’Esercito Italiano, Marco Diana, ammalatosi anch’esso dello stesso terribile male e diagnosticato nel 1998….
Marco Diana, ex capo istruttore dei servizi missilistici, ha partecipato a numerose missioni in atto all’estero ed ha lavorato in tutti i poligoni missilistici sardi smentendo clamorosamente quanto affermato dal Molteni.

La nanopatologa Antonietta Gatti, dell’ Università di Modena, ha dimostrato che quanto detto dal Diana, è una triste e sconvolgente verità.  Infatti, conferma che la Sardegna essendo considerata un laboratorio a cielo aperto come lo è Sarajevo, Bagdad, Kabul, dove si è creato un nuovo inquinamento che viene studiato presso il più avanzato laboratorio di ricerca sulle nanoparticelle, polveri di leghe metalliche non presenti in natura e che misurano pochi millesimi di micron, sono così altamente cancerogene poiché superando i normali filtri biologici entrano nei tessuti fino a compromettere la riproduzione cellulare. Le nanoparticelle si formano solo a temperature altissime come quelle prodotte dai proiettili ai metalli pesanti nell’impatto sulle corazze dei carri armati e bunker. Gli studi della Dr.ssa. Antonietta Gatti, sono stati presentati al Politecnico di Zurigo dove ha dimostrato l’azione di queste leghe metalliche cancerose, assorbite dall’organismo.

Che dire di più,
…oltre a quanto è stato detto così ampiamente nel filmato,
 …credo ci sia poco o niente da aggiungere.

 Spero che la descrizione sul contenuto del “dossier” filmato, sia sufficientemente esaustivo  e riesca a suscitare una profonda riflessione sull’operato estremamente negativo,  ostinatamente perpetrato nella nostra meravigliosa isola, a danno della popolazione tutta.


Inizia il filmato sul cielo e sulle scie chimiche , seguito dal mio intervento

 Alla conclusione del documentario filmato, sono stato invitato alla presentazione del tema sulle scie chimiche. Argomento che ho innestato con naturalezza, dati gli effetti verificati che queste procurano  per riflesso sulla popolazione che soffre di gravissimi sintomi, sintomi piuttosto simili a quelli registrati entro e fuori la base.. insomma, in un area che ha superato i confini del Sarrabus, oramai, in maniera sempre più estesa.

Il caso Scie chimiche, dopo uno studio approfondito che ho condotto da che sono stato nominato Coordinatore Responsabile per l’U.S.AC. Sardegna, oramai da oltre tre anni  e, successivamente quale delegato dell’O.D.D.I.I., da parte del sottoscritto, è stato preso come impegno morale e civile col fine ultimo di diffondere una maggiore informazione su questo strano fenomeno che sta imperversando oramai da troppo tempo sulle nostre teste senza che la popolazione, in genere, si renda conto dei terribili veleni che compongono sia gli armamenti che le scie chimiche.
Per questo aiutato da amici sinceri e particolarmente sensibili ho provveduto a produrre un filmato ed una serie di fotografie con relative didascalie che illustrassero la presentazione delle stesse ed il filmato al seguito che registra il fenomeno sul cielo di Olbia.

Le immagini presentate hanno sorpreso l’intera platea lasciandola muta ed esterrefatta, mentre, nel contempo, seguivano le spiegazioni del sottoscritto che continuava ad illustrare sia le differenze tra le nuvole naturali e quelle artificiali provocate dalla mefitica miscela che, a causa dei componenti si presentano stabili e persistenti, diversamente dalle dette nuvole normali.

La presenza delle nano particelle, quale Alluminio e Sali di Bario (metalli pesanti), unite all’Amianto, Cesio, Torio, Diossina, ed altre altamente tossiche al punto da scatenare forme di cancro e leucemie varie dal momento che siamo costretti a respirarle, mangiarle, e berle mentre ricadono lentamente intorno a noi e sulle coltivazioni a cielo aperto, oltre che sui fiumi, dighe e sul mare, inquinano pesantemente tutto il territorio isolano con conseguente inquinamento delle falde acquifere.

L’avanzare costante ed irrefrenabile delle malattie tumorali, compreso l’ipertiroidismo, malattia della quale la Sardegna dovrebbe esserne immune, rende il caso sempre più preoccupante, pertanto ritengo doveroso lasciarvi alla lettura dell’excursus regionale dal quale si evince la triste situazione che stiamo vivendo… ma, Fino a quando?  se non ci uniamo strettamente contro quest’assurdo comportamento perpetrato nei nostri confronti.

Ringraziando caldamente il pubblico convenuto saluto tutti con un arrivederci.

 Vi invito ancora una volta ad un’ attenta lettura e ad una profonda riflessione attraverso la prosecuzione del seguente documento...

…In codesto documento, ironizzando, descrivo l’assurdo e contradditorio comportamento tenuto dalle autorità locali che hanno diffuso  una falsa informazione attraverso l’emittente locale  Rai tre nazionale, edizione regionale,  dove la ASL ha rilasciato un certificato sulle analisi effettuate sul mare e sui corsi d’acqua in genere, oltre alle stesse effettuate  a campione lungo le coste rivierasche dove nulla di anomalo veniva riscontrato. Pertanto, rilasciava alle autorità locali per la salvaguardia dell’Ambiante, di attribuire il classico “Bollino Blu” all’intera Sardegna , garantendo la salubrità delle stesse , così come faceva per il resto dei territori  per i quali si escludeva la benché minima contaminazione da agenti patogeni esterni…. Tutto bene .. quindi.

Vacanzieri e locali, felici di trovarsi in “Paradiso”…, avevano incominciato ad affollare le spiagge ma, ignari del gravissimo rischio incombente e della “Spada di Damocle” sospesa precariamente sulle proprie teste, continuavano ad osservare stupiti, i ricami disegnati nel cielo, tessuti da un passaggio continuo di aerei che rilasciavano delle curiose scie,  come è tipico, durante il loro sorvolo estenuante, mentre il cielo si ammantava di una coltre sempre più spessa ed opprimente… Chissà se a qualcuno è venuto in mente di domandarsi come mai quelle strane scie persistessero tanto a lungo in aria, piuttosto che dissolversi rapidamente come di consueto, ebbene, una ragione che spieghi il fenomeno esiste ed è più che chiara.

Le famose scie chimiche non son altro che un miscuglio di sostanze venefiche, composte per la maggiore di Sali di Bario e d’alluminio, al quali si aggiungono, Torio, Amianto, Cesio, e diversi altri metalli pesanti, che procurano grave nocumento alla salute, ingenerando forme diverse di cancro e leucemie varie.

Se a queste aggiungiamo la già gravissima situazione che vede implicate le fabbriche di veleni disseminate nell’intera isola e le servitù militari.
 Il caso in esame si allarga sempre più divenendo incontrollabile e difficilmente documentabile, ben sapendo che i militari non permetterebbero mai di avvicinare le zone dove operano come ad esempio: Teulada, Capo Caccia, Quirra / Perdas de fogu, e Decimomannu, dal quale aeroporto militare partono gli arerei per le operazioni di addestramento armati con proiettili all’ uranio impoverito.

A questi dati, si aggiunge il caso La Maddalena, quale base strategica con i sottomarini atomici e gli arsenali stracolmi di materiale radioattivo, li custodito.

Credete, forse, che questo materiale radioattivo non sia mai fuoriuscito anche se in minima parte da questi immani depositi?, considerando che l’intera isola e resa come un crivello, quindi, interamente traforata, come si spiegherebbe la presenza di tanti malati? Come ed a chi, o a che, si attribuirebbero i numerosissimi bambini nati deformi? fenomeno registratosi solo dall’insediamento delle truppe americane insediatesi a suo tempo. Così come alcuni pesci abnormi e deformi, pescati recentemente.
Credete forse che il fenomeno si sia esaurito miracolosamente a seguito dello smantellamento della base?            
 Quale pia illusione…

Chi si crogiolasse in questa ipotesi, è sicuramente un incosciente, per non usare un  altra parola… Non si rende davvero conto dei terribili effetti che l’uranio può provocare.
Occorreranno millenni, sì, parecchi millenni prima che gli isotopi radioattivi vadano decadendo e non procurino più danni… Il Torio ad esempio, impiega 14 miliardi di anni, perché esaurisca i suoi isotopi radioattivi.
 Ovviamente i tempi saranno più o meno lunghi proporzionalmente alla quantità concentrata in una determinata area, ma non si dimentichi che lo stesso Uranio trattato per poterlo utilizzare come fonte energetica, come il caso di un propulsore atomico, si trasforma durante la lavorazione divenendo conseguentemente molto più attivo e velenoso di qualsiasi altro materiale anche di masse superiori come l’Uranio che non può essere utilizzato allo stato naturale…. Pertanto.

Seguono le fabbriche chimiche in generale. Porto Torres, come polo regionale per la trasformazione dell’olio greggio, il petrolio, e tutti i suoi derivati., è la prima e la più importante fabbrica di veleni impiantata nella nostra isola.
Si è mai fatto un conteggio delle persone ammalate a causa dei fumi venefici che si respirano in quella località. Così come non si sono mai contatti quelli di Sarroch, o di Macchiareddu – Assemini (CA), innumerevoli persone gravemente affette dalle forme di cancro e leucemie di varia natura.
Senza dimenticare il triangolo maledetto che comprende l’area dell’Iglesiente compresa tra Portoscuso, Portovesme e Teulada. 

Proseguendo in questo itinerario di morte e risalendo la costa occidentale, ci soffermeremo ad osservare lo scempio già registrato nel golfo di Cabras periodicamente inquinato da pesticidi e non solo…. Pesticidi, che ricordo , sono
composti di miscele contenenti metalli pesanti che vanno ad aggiungersi agli altri veleni provenienti da scarichi industriali, dove tra gli altri è presente anche il famigerato Mercurio…  Sostanze, queste, scaricate lungo il percorso, nel fiume Tirso, prima che sfoci nel golfo di Cabras; quindi, conseguente moria di pesci e non solo, che sono state osservate anche all’interno del territorio Oristanese con grave nocumento alla salute, come già detto.

Risalendo invece la costa orientale ci ritroveremo a Quirra – Perdas de fogu – (vedi interventi dei relatori locali) e, proseguendo arriveremo ad Arbatax, con la sua fabbrica cartaria.

Ovviamente il viaggio prosegue all’interno e, per l’occasione, segnalo il caso Ottana, altra fabbrica di veleni mortali. E sebbene non ci siano altre fabbriche chimiche nel resto dell’isola, tuttavia, non si spiega l’altissima percentuale di malati di cancro.. che si registra in maniera abnorme rispetto al resto d’Italia. Infatti. i numerosissimi casi segnalatimi, come quelli registrati a Bonorva, sono un esempio emblematico davvero non trascurabile, come un altro caso altrettanto grave registratosi a Settimo San Pietro (CA), dove in una contrada della cittadina sono stati registrati casi di cancro in un numero abnorme; insomma, su trenta famiglie, venti di queste aveva più ammalati tra cancro e forme leucemiche, che i sani restanti in  paese.

 Come si spiegano questi strani ed assurdi casi disseminati a macchia di leopardo oramai sempre più numerosi?
L’unica spiegazione plausibile è imputabile alle Scie Chimiche. Alle stesse, secondo me, è imputabile anche la moria improvvisa delle api. Fenomeno questo ancora irrisolto, perche tra i possibili esami, forse, non si è indagato più profondamente sui veleni depositati anche sui fiori, ovviamente, di cui si nutrono questi insetti. Non mi meraviglierebbe affatto, che questi muoiano a causa dei veleni assorbiti dalle piante di cui si nutrono…. Così, come non si spiga la moria di numerose specie di uccellagione e di animali di varia pezzatura che vivono nei boschi e nelle campagne. Campagne che, irrorate dalla composizione delle Scie in tema, avendo assorbito il composto nebulizzato  che ricade sul terreno comprese le coltivazioni a cielo aperto, ovviamente, automaticamente verrà assorbito dalle varie colture ed ingerito conseguentemente alla raccolta a seguito della distribuzione nei mercati ortofrutticoli, sino al grande e piccolo negoziante e… per ultimo, dall’ignaro consumatore che alimentandosi con tali prodotti si auto avvelena inconsapevolmente.  Il resto degli effetti conseguenti non ha bisogno di essere commentato.

In chiusura non posso far a meno di citare un'altra fonte di inquinamento che si aggiunge a quelle già in essere, su citate, e che nell’arco di breve tempo, come da programma (vedi H.A.A.R.P.) procurerà un'altra moria di esseri umani da aggiungere a quelli numerosissimi già registrati.
Trattasi dell’impianto per la produzione di energia alternativa in Carbonia,, fortemente voluta dagli amministratori locali che, riprendendo l’estrazione del carbone –Sulcis, carico di un altissima percentuale di zolfo. Oltre che ammorbare l’aria, ben sapiamo cosa porterà per riflesso.

 Credo e spero di aver sollevato una serie di interrogativi ai quali mi dispongo a rispondere, pertanto lascio spazio al moderatore per aprire il dibattito col pubblico.

Ringraziando vivamente tutti i partecipanti e, invitandoli a tener conto di quanto illustrato per l’occasione, dico: Non permettiamo che continuino a tenerci schiavi nell’ignoranza …

Io sono con voi.. teniamoci in contatto, e porremo questo interrogativo come interpellanza parlamentare, italiana ed europea.


** Elenco dei paesi maggiormente colpiti dalle più svariate malattie, in Sardegna.

Aggius;Alghero;Arbus;Arzachena;Asinara;Assemini;Berchidda;Bitti;
Bolotana;Bono;Borore;Bortigiadas;Bosa;Bottidda;Budoni;Buggerru;
Cagliari;Cala Gonone; Capoterra; Carbonia; Chia; Dorgali; Elmas;
Fluminimaggiore;Fonni;Gavoi;GolfoAranci;Irgoli;LaCaletta;Lula;
Monserrato;Musei;Nuoro;Olbia;Orani;Oristano;Ottana;Ozieri;Palau;
Palmadula;Paulilatino;Perfugas;Pirri;Porto Cervo;PortoTorres;Pula;
QuartuSant'Elena;Sanluri;Sant'AntonioGallura;Sassari;Selargius;Serri;
Siligo;Simaxis;Siniscola; Tempio Pausania; Torre delle Stelle; Torre Grande; Tortoli; Vallermosa; VillagrandeStrisaili; Villaputzu.

Questo breve elenco, non è forse bastante?,
...considerando che in realtà nessun paese dell’intera Sardegna si può considerare immune?
 A Voi l’ardua risposta.
Pier Paolo Saba
Olbia 28 Agosto 2008

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